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Italia ed Europa unite per un vaccino contro il coronavirus

Oggi è la Giornata dell'Europa. Al di là di vecchi slogan che suonano ormai vuoti e non parlano più al cuore delle persone, il Circolo Esperia vuole dare visibilità a delle azioni fondamentali messe in campo dall'Unione europea per trovare presto un vaccino contro il Covid19.


La Commissione europea ha intrapreso numerose azioni per sostenere direttamente la ricerca e l'innovazione per affrontare l'emergenza del Coronavirus, ma questo sforzo non ha sempre raggiunto l'opinione pubblica, distratta dalla propaganda cinese e del sovranismo anti europeo. Il Circolo Esperia ritiene che il miglior modo di festeggiare l’Europa oggi, nel giorno del suo “compleanno”, sia quindi parlare dei principali risultati tangibili sinora raggiunti, dei fondi che la Commissione europea sta investendo e delle attività concrete che caratterizzano questa vitale cooperazione tra gli Stati Membri e l’Europa, grazie allo straordinario impegno profuso dalla Commissaria Ue alla ricerca, Mariya Gabriel.


Solo il vaccino ci può salvare, ma bisogna fare in fretta. E il contributo dell'Italia, con le sue eccellenze nel campo scientifico, può essere di grande aiuto. Alla vigilia della conferenza internazionale organizzata per lunedì prossimo per mobilitare le risorse necessarie a condurre la battaglia della scienza contro il Covid-19, la Commissaria ha ricordato le iniziative già messe in campo per arrivare a trovare un vaccino nei prossimi mesi, possibilmente prima della fine dell'anno.


“Dobbiamo svilupparlo al più presto, produrlo e distribuirlo in ogni singolo angolo del mondo" afferma Gabriel. Per questo, secondo quanto dicono gli scienziati, servono almeno 7,5 miliardi di euro, ma anche una stretta collaborazione tra i migliori ricercatori del mondo e in questo contesto "l'Italia è molto coinvolta".



La 'Coronavirus Global Response', come è stata battezzata l'iniziativa che sarà lanciata lunedì, punta a mettere insieme le forze di governi, aziende, artisti e cittadini per attivare una campagna di raccolta fondi, da aggiungere ai 380 milioni di euro già mobilitati da Bruxelles, per sostenere la ricerca su tre fronti: diagnostica, trattamenti e vaccini. In questa battaglia, sono già impegnati alcuni dei migliori cervelli e istituti universitari italiani. La società farmaceutica milanese Dompè guida una piattaforma europea di supercalcolo intelligente, la Exscalate4CoV, che ha vinto un finanziamento da tre milioni di euro attraverso il bando d'emergenza del programma di ricerca e innovazione Horizon 2020. L'obiettivo è identificare rapidamente molecole efficaci contro il coronavirus e farmaci per il trattamento della popolazione infetta.


Al progetto partecipano i ricercatori del consorzio interuniversitario Cineca di Bologna, il Politecnico e l'Università di Milano, la Federico II di Napoli, l'Università di Cagliari, l'associazione BigData, l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare(Ifn) e l'Istituto Spallanzani di Roma. Il tutto in cooperazione con 18 partner di 7 paesi dell'Ue (Belgio, Germania, Italia, Polonia, Spagna, Svezia e Svizzera).


Si tratta, secondo gli esperti, della piattaforma di supercomputer più performante al mondo: ha la capacità di valutare 3 milioni di molecole al secondo, da una biblioteca chimica contenente oltre 10mila farmaci e 500 miliardi di molecole. Al momento si sono individuate già 100 potenziali molecole antivirali che sono oggetto di screening biologico nei laboratori dell'Università KU Leuven in Belgio, Fraunhofer IME in Germania e l'Università di Cagliari.


Come sottolineato dalla Commissaria, primi test saranno completati entro le prossime settimane e le molecole selezionate passeranno poi ai test clinici, allo scopo di poter identificare una cura sicura per l'uomo, possibilmente pronta a essere utilizzata sui pazienti entro tre mesi. Anche l'ENI contribuirà con la propria infrastruttura di supercalcolo.


Oltre a Exscalate4Cov, l'Italia è in prima linea con il Coronadx in cui l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e la Fondazione Icons di Lodi collaborano con altri sei gruppi di ricerca Ue e cinesi per elaborare strumenti per una rapida diagnosi. Mentre il Policlinico San Matteo di Pavia partecipa al progetto Atac per sviluppare l'immunoterapia passiva per il coronavirus. IGEA, una società con sede a Carpi, collabora poi a Opencorona, per la ricerca di un vaccino contro il Covid-19 i ricercatori inizieranno i test su animali entro un paio di settimane e eventualmente le prime sperimentazioni sull'uomo partiranno nel 2021.


L’Italia e l’Europa siano orgogliosi dei loro ricercatori, l'Europa è la casa dell’eccellenza, il luogo del talento. Gli sforzi intrapresi riusciranno a dare i frutti sperati al più presto, per liberare il continente e l'intero pianeta dalla peggiore pandemia dell'ultimo secolo.


Viva l’Italia! Viva l’Europa!!

Il Circolo Esperia

www.circoloesperia.org

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