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REFERENDUM/ ESPERIA PLAUDE ALLE RAGIONI DELL’#IOVOTONO

Autore: Alessandro Butticé / Aise

Da più parti si lamenta che l'informazione nazionale sul tema del prossimo referendum cosiddetto sul “taglio dei parlamentari” lascia ancora molto a desiderare. I comitati del NO insistono quindi nel dare il proprio contributo come cittadini per vincere una battaglia (per molti, fuori da ogni etichetta partitica), nei pochi giorni che ci separano dal voto. Invitando i sostenitori del NO a darsi da fare col passaparola e in rete.


Questa comunicazione “cittadina”, secondo i sostenitori dei comitati dell’#IOVOTONO, vuole compensare la timidezza o l’assenza nel dibattito di molti partiti, ognuno dei quali pensa ai propri interessi elettorali, soprattutto di breve periodo.


In questo spirito di informazione dei cittadini e di dibattito democratico per un voto consapevole, anche Esperia, circolo culturale europeista di centro destra, ispirato ai valori del Partito Popolare Europeo (PPE), ha tenuto lunedì 7 settembre una conferenza dibattito on line sul tema “Referendum e democrazia parlamentare, il tempo delle scelte consapevoli”.


È possibile rivederla su Facebook a questo link.




Tra i partecipanti al dibattito sono intervenuti, assieme al senatore Raffaele Fantetti, a Simone Baldelli (Vicepresidente emerito della Camera dei deputati) ed ai deputati Deborah Bergamini (Condirettore de "Il Riformista"), Guido Germano Pettarin e Massimo Ungaro, anche il giudice e presidente di sezione emerito del Tribunale dell’Unione Europea Guido Berardis, il Generale in congedo della Guardia di Finanza e Avvocato Cassazionista esperto di diritto europeo Pierpaolo Rossi-Maccanico, il Professore Piero Sandulli ed Alessandro Zehentner, dirigente aziendale e Presidente del COMITES di Barcellona.


Diversi i problemi rappresentati non solo per la rappresentanza, ma anche per il voto degli italiani all’estero. Problemi che in alcuni consolati sembrano non permettere a diversi cittadini iscritti all’AIRE di esercitare il loro diritto al voto.

“Il taglio creerebbe un drammatico problema di contendibilità delle cariche elettive perché i collegi esteri diventerebbero enormi e quindi accessibili solo per chi dispone di risorse finanziarie molto ingenti. La cittadinanza è una sola per tutti, non si possono creare discriminazioni”, ha precisato Massimo Ungaro, deputato di Italia Viva eletto in Europa.


Senatore di Forza Italia, Raffaele Fantetti – anch’egli eletto in Europa – ha evidenziato che “con il taglio, 6 milioni di italiani residenti all’estero sarebbero rappresentati da soli 4 senatori e 8 deputati. Con un taglio della democrazia e della rappresentatività inaccettabile per risparmiare il costo di un caffè all’anno. Non possiamo accettarlo e dobbiamo dire NO!”.


La sintesi della discussione è stata fatta dal Prof. Piero Sandulli che, al termina di una disamina approfondita della legge costituzionale e del suo impatto sulla vita istituzionale e democratica del Paese, ha detto: “il voto per il NO al quesito referendario, al quale saremo chiamati a rispondere il 20 ed il 21 settembre, integra il diniego alla demagogia dell’anti-casta a vantaggio del dialogo democratico tutelato dalla Costituzione “. Più energiche le conclusioni, che riassumono quelle di moli altri intervenuti, di Guido Germano Pettarin, che ha parlato non solo come deputato di FI, ma soprattutto come giurista e come friulano. “Di cuore mi appello a tutti gli italiani, in patria ed all’estero, affinché votino NO al referendum del 20 e 21 settembre (con voti entro il 15 per gli italiani all’estero)”, ha detto. “Va difesa la nostra costituzione, la democrazia di cui è portatrice e la rappresentanza territoriale su cui è stata impostata dai padri costituenti. La costituzione non è un moloch intangibile, ma se si modifica questo va fatto con rispetto. Non si può approcciare una modifica costituzionale con il bulldozer, va usato il cesello e la delicatezza dell’intervento è essenziale per conservare l’equilibrio democratico di cui la nostra carta fondamentale è emblema. Rifiuto di rincorrere la demagogia di troppi ed il populismo di altrettanti, rifiuto di affidare agli sfascia carrozze l’attività costituzionale. Rifiuto che calcoli elettorali abbiano la meglio sulla storia della nostra democrazia parlamentare. Aborrisco la sete di sangue disposta a sacrificare qualsiasi principio per un voto di pancia. Non è il mio mondo quello di questi signori. Il mio mondo è quello che le madri ed i padri costituenti hanno disegnato, con lungimiranza eccezionale, dando modo noi ed ai nostri figli di vivere quasi ottanta anni di democrazia. Votate No, con rispetto”.

Non prive di una certa ruvidezza oratoria, giustificata dalla drammaticità del momento, le conclusioni del giudice e presidente di sezione emerito del Tribunale dell’Unione Europea Guido Berardis, che ha duramente condannato quelle che ha definito “le miserevoli motivazioni addotte dai fautori della ghigliottina parlamentare”. Che secondo lui “non hanno niente in comune con il leale consapevole dibattito politico che deve essere alla base di ogni modifica della Costituzione, ma sono la becera espressione di una abietta antipolitica e di un sovversivismo istituzionale contro il quale la resistenza è d’obbligo per ogni cittadino”.


Aggiungendo che, a suo avviso, “non si puó stralciare un punto specifico dall’architettura complessa della Costituzione solo per soddisfare le bieche brame anticasta di un manipolo di avventurieri ignoranti e incoscienti, che lo usano come mezzo di ricatto politico nei confronti di partner di governo pro tempore, come un sordido sistema di simonie sacrileghe”.


Ha quindi concluso il suo intervento, premettendo di farlo “a costo di farmi rimbrottare dai politically correct” ricordando che “una banda di sovversivi istituzionali vuole smontare un delicato meccanismo di precisione, colpendo un elemento di facile propaganda da bar ed ignorando allegramente tutto il sistema complesso di cui questo fa parte, a mo’ di sfascia carrozze e non di indispensabili meccanici di precisione. Mentre la Costituzione è come una bella donna, che va trattata sempre con delicatezza e rispetto, e mai con maniere rozze e atteggiamenti da bulli di periferia”.


Concetto ribadito dal moderatore della videoconferenza, e coordinatore del Circolo Esperia, Antonio Cenini, che ha concluso, ringraziando gli oratori e i numerosi partecipanti, sottolineando che “la Costituzione è sacra e non deve subire sfregi, e neppure azzardate modifiche che non siano il frutto di ponderata valutazione e di larghissima maggioranza”.

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